Skip to content

Cosa significa arto in scarico


Arto in scarico vuol dire mettere il piede o il polso sollevati in modo tale da migliorare il ritorno venoso verso il cuore. Ci sono tutori predisposti. Buon giorno, dopo aver subito un intervento di correzione all'alluce valgo, il medico ha scritto nel mio referto arto in scarico venoso. Cosa vuol. Cosa fare; Generalmente è sufficiente praticare un bendaggio elastico, in posizione sollevata rispetto al corpo (arto in scarico) e applicare del ghiaccio. di quale arto si parla? Gamba o braccio? Significa che la gamba non la puoi appoggiare per terra e quindi devi fare ausilio di stampelle e.

Nome: cosa significa arto in scarico
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: MacOS. iOS. Windows XP/7/10. Android.
Licenza: Solo per uso personale
Dimensione del file: 39.48 MB

Per semplificare la lettura abbiamo raccolto gli approfondimenti in appositi riquadri. Gambe gonfie, pesantezza, affaticamento, prurito, dolore, formicolio, crampi, capillari rotti etc. I principali fattori che concorrono allo sviluppo del disturbo sono la stanchezza, lo stare troppo in piedi o troppo seduti, il camminare poco, il sovrappeso, le gravidanze e l'ereditarietà. Alcune volte la cattiva circolazione è solo un fenomeno episodico, ma nei casi più frequenti si tratta di una vera patologia definita insufficienza venosa.

È bene sapere che le gambe e i piedi rivestono un ruolo fondamentale per la circolazione sanguigna e rappresentano delle vere e proprie pompe che aiutano il ritorno del sangue verso il cuore.

BENDAGGIO MULTICOMPONENTE

Questo non significa che il linfodrenaggio manuale non serva, anzi. Come detto prima rientra in un sistema di trattamento complesso e ne è parte indispensabile.

Pressoterapia si o no? Chi si reca in cliniche tedesche spesso sente demonizzare questo tipo di trattamento in quanto potrebbe causare fibrosi maggiori ai tessuti già stressati dal problema linfedemico. Quindi pressoterapia si, ma non per tutti!

Vuoi conoscere la terapia adatta a te? Anche in questo caso sarà fondamentale un contatto costante con il chirurgo per concordare eventuali variazioni rispetto a quanto previsto dai protocolli standard o rispetto a quanto emerso durante l'ultima visita di controllo.

Reazione del paziente agli stimoli. Ogni paziente è un individuo a sé stante ed i suoi tessuti reagiranno in modo differente ai vari stimoli proposti. Il rieducatore esperto dovrà quindi tenere conto anche degli aspetti metabolici dell'esercizio, ma anche dello stile di vita, delle motivazioni e degli aspetti psicologici del paziente che possono influenzare il recupero dopo l'infortunio.

Ad esempio, la nostra esperienza con i rugbisti ci ha insegnato come sia differente la capacità e la volontà di sopportare il dolore da parte di alcune categorie di atleti.

Dal punto di vista fisiologico infatti, un ginocchio operato ad esempio di condroplastica, necessita degli stessi tempi di riposo e di protezione a prescindere dal fatto che si tratti di un rugbista o di una danzatrice classica. Tuttavia, nella pratica quotidiana il nostro approccio probabilmente non sarebbe il medesimo con questi due atleti, poiché difficilmente riusciremmo a non farci condizionare dalle caratteristiche personali dell'individuo che abbiamo di fronte.

Strumenti a disposizione. Tra i tanti strumenti che abbiamo a disposizione per proporre al paziente una corretta progressione dei carichi, dobbiamo sicuramente privilegiare le attrezzature che permettono di effettuare esercizi in catena cinetica chiusa e che consentono una buona modulabilità dei carichi.

Tra le varie leg-press oggi disponibili, quelle che utilizzano la resistenza elastica rispondono in maniera ottimale a questa esigenza. In particolare, un ottimo aiuto per gestire la delicata fase di passaggio dall'assenza di carico, al carico completo ci viene fornito da una attrezzatura di nuova costruzione: il Minivector fig.

Si tratta di una semplice pressa ad elastici che ha la possibilità di essere utilizzata anche al domicilio del paziente e che consente di fornire al paziente dei carichi veramente modesti e facilmente incrementabili.

Le mie domande sono queste: nel periodo di gessatura che accorgimenti devo tenere per una buona guarigione? Che tipo di riabilitazione si attua, di solito, dopo questo genere di fratture e per quanto tempo?

Durante l'ingessatura è bene mantenere l'arto in scarico: di per sè una frattura composta dà meno complicazioni d'infezione durante la formazione del callo osseo.


Articoli simili:

Categorie post:   Antivirus
  • By Ricci