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Scarica scherzo pippo pelo


  1. pippo pelo
  2. Da “I turbati” a “Troppo Napoletano”, segreti e sogni di Gigì e Ross
  3. Fantozzi va in pensione
  4. GIORNALE DI UN VIAGGIO

Ti sei perso lo scherzo telefonico del? o quello fatto a..? ecco dove puoi trovare,ascoltare, votare e scaricare gli scherzi di Pippo Pelo. Gli scatenatissimi Pippo Pelo e Francesco Facchinetti ne hanno combinata Ecco lo scherzo che I Corrieri Della Sera (fingendosi dirigenti della RAI) hanno fatto a Criscitiello: SCARICA IL PODCAST DELLA TRASMISSIONE CLICCA QUI!. Pippo Pelo, nome d'arte di Cesare Falcone (Salerno, 16 settembre ), è uno showman e Dal 21 dicembre gli scherzi di Pippo Pelo sono pubblicati in versione video sul sito Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile . Radio Kiss Kiss è un'emittente radiofonica nazionale italiana con sede centrale a Napoli e . Lo stesso mese mette a disposizione del programma televisivo Scherzi a In conduzione, Pippo Pelo, Adriana Petro e la partecipazione telefonica di Daniela Martani. . Crea un libro · Scarica come PDF · Versione stampabile.

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Tutti eravamo compresi dalla bellezza e dalla immensità di questa scena, e la carovana maestosamente procedeva di quel passo lento, ma imponente, che è proprio del camello. Respirando in mezzo a tutto questo, quelle aure africane, io gustavo la dolce voluttà di quell'oblio che fa confondere il sogno colla realtà, e dopo aver fantasticato che stavo sognando, che dalla mia camera la fantasia eccitata dal desiderio e dalla speranza, m'aveva portato in questo mondo di illusioni, doppiamente godevo rifacendomi da questa specie di letargo di [51] pochi istanti e persuadendomi che tutto era proprio realtà, che stavo io in mezzo a questo splendido edificio del Creato.

Oltre i grossi baobab dai quali pendono numerosi frutti, vi sono grossissimi alberi che portano frutti simili a lunghe salsicce, assai originali, ed un bellissimo arrampicante di cui il frutto è una zucca a sporgenze acute, una vera bomba Orsini, che da verde passa colla maturanza al rosso e al giallognolo. Fra i molti uccelli sono curiosi due tipi, uno che al passaggio delle carovane le accompagna con un perfetto ridere sgangherato, un altro che potrebbe dirsi un compito suonatore di flauto, tanto le sue note sono sonore e distinte.

Fermatici all'ombra di un bel gruppo d'alberi per la colazione, proseguimmo poi a piedi per procurarci colla caccia il pranzo, e quando ci fermammo la sera, la nostra casseruola traboccava infatti di pernici e faraone. La notte fu fredda e tanto umida che ci trovammo la mattina come usciti da un bagno. Sforzando la marcia passiamo la montagna il giorno dopo, e per mezzogiorno siamo ospitati dal nostro compagno di viaggio e dal suo socio.

Kalamet è all'incrocicchio di parecchie vallate e nel fondo di queste, sulla via fra Keren e Massaua e ad un quarto di strada dalla prima alla seconda. Questi due cordiali esploratori delle industrie, dopo girati i paesi limitrofi, vennero qui a stabilirsi, dove non esisteva altro che la misera capanna dei soldati, guardie al telegrafo, vi chiamarono dei servi, e mentre facevano i tentativi per la loro speculazione, si occuparono di adattarvisi il meglio che potevano.

Sgraziatamente da tre mesi si erano sviluppate le febbri, i servi spaventati disertarono, ed uno solo era rimasto fedele, quindi la mancanza materiale di braccia e di sorveglianza avevano lasciato libero il campo al disordine. Le capanne riposano all'ombra di cespugli e di una gigantesca acacia a ombrello intrecciata da grosse liane; l'ammobigliamento è rozzo ed originale, perchè tutto creato da questi industriosi giovani con tronchi d'albero, avanzi di casse, e tutto quello che il loro talento inventivo e speculativo faceva tornar utile fra il poco che si trovavano d'attorno.

Dopo una refezione fummo guidati in una vicina valle, dove avemmo la fortuna di incontrarci con diversi gruppi di grosse antilopi dette agazen : sono enormi, e basti il dire che le loro corna nere, attorcigliate a spira, misurano spesso più di un metro d'altezza. Caccia minore si incontra piuttosto abbondante, e la notte si ha spesso il ruggito del leone. Dopo il mezzogiorno del 22 ripartimmo, seguendo sempre il letto del torrente che avevamo risalito pochi giorni prima, e ci fermammo per la colazione del 23 ad Ain , laddove finisce la vera vallata e comincia il piano inclinato, e dove anche venendo ci fermammo alla stessa ora beati di incontrare dell'acqua corrente.

Discendiamo poi fino a sera calpestando detriti granitici, fra acacie e qualche altra varietà di piante, più fresche e verdi dove è depressione di terreno; frequenti sono dei mucchi di terra giallastra dell'altezza e diametro di due e più metri, che non sono altro che ciclopiche abitazioni di migliaia di formiche che continuamente lavorano a rendere più grandi esternamente e più comodi internamente questi frutti della loro arte e delle loro fatiche.

Il 24 attraversiamo il deserto, e verso sera dense nubi e un primo acquazzone ci fanno avvertiti delle cattive intenzioni [53] del cielo. I camellieri volevano ad ogni costo fermarsi, ma avendo già sperimentato quanto sia sgradevole l'essere esposti alla pioggia senza tende per la notte, e sapendo d'altra parte che non poteva essere troppo lontana la stazione dei soldati, mi opposi assolutamente, dichiarando che non mi sarei fermato se non era raggiunta quest'ultima.

Bene o male eravamo riparati da un tetto di paglia, e tranne qualche goccia che filtrava ce la passammo discretamente, tanto più pensando alla nostra posizione, se ci fossimo fermati lungo la strada. Durante la nostra assenza aveva durato in queste regioni l'epoca della piogge, e straordinario fu il cambiamento che trovammo al ritorno, da Ain in avanti.

Allora tutto era secco, sterile, desolante; ora invece le piogge vi hanno portata una verdura che spira fresco e vita; il suolo non è più arido, ma quasi tutto coperto da uno smalto verde; quel che allora era irrigidito, ora è vivo, le acace hanno messe le nuove puntate, gli uccelli vi stanno saltando di ramo in ramo e vi costruiscono i loro nidi pendenti a forma di borsa, dei quali fin venti contai sulla stessa pianta; le lepri, le gazzelle, i dik-dik, le pernici sono stanate dai loro rifugi, e si incontrano frequentissimi; i pastori colle loro mandre sono ridiscesi dagli altipiani e vi stanno pascolando: insomma, completamente un altro paese, una natura risuscitata da vera morte a nuova vita, e questo nello spazio di circa due settimane.

Al nostro ritorno in Massaua speravamo trovare tutto combinato e pronto per incamminarci verso l'Abissinia, ma invece niente di tutto questo, e la sola notizia portata da un negoziante proveniente da Adua, che le mule che vi avevamo spedite a comperare, sarebbero partite un paio di giorni dopo di lui.

La stagione che avanzava, questa vita monotona, resa ancor più grave per noi dopo aver provato qualche giorno di carovana, l'abitudine ormai fatta alle chiacchiere di questi paesi, dove con tutta facilità i giorni diventano settimane ed anche mesi, e alle promesse di questa gente più che indolente, apata, ci indussero a fare i nostri passi presso il governatore per avere i mezzi necessarii onde metterci in cammino.

Fummo molto contrariati dai diversi consigli per la scelta fra la via di Gura più breve, ma più faticosa e attraverso le tribù indipendenti dei Schohos che assai facilmente attaccano le carovane che si avventurano nei loro territorii, e la via dell' Amassen , più lunga, ma più sicura e più comoda pel trasporto del bagaglio.

La scelta cadde su questa seconda. Si celebrava in quei giorni la festa per la circoncisione di un bambino d'un impiegato al divano, e fummo invitati ad intervenire una sera al divertimento. Su una pubblica piazza, accanto all'abitazione, erano disposti quattro pali a rettangolo, e dei lampioncini pendevano a delle funi che li riunivano: alcuni angareb servivano per gli invitati, la massa del pubblico stava disposta in seconda linea; c'era tutta l'apparenza d'una compagnia di saltimbanchi ad una nostra fiera; fummo molto gentilmente ricevuti e serviti di caffè, liquori e sigarette.

Quattro pifferi e un paio di tamburelli continuavano un baccano infernale; dietro una siepe di stuoie che limitava da un lato l'arena improvvisata e confinava colla casa dell'anfitrione, stava la moglie di questi colle sue amiche, spiando, come le nostre ballerine dal sipario, e fendendo di quando in quando le più alte regioni dell'atmosfera con acuti gridi e trilli.

E tutto il pubblico, fra cui vecchi, donne e ragazze, assisteva e si compiaceva di queste scene che attestano la più schifosa depravazione. Questa gazzarra dura circa una settimana, principiando sul far della sera e continuando fino a mattina. Arrivano le mule.

Il 3 febbraio arrivano finalmente le nostre mule, ed un orizzonte più chiaro comincia ad aprirsi alle nostre speranze. Principia il lavoro per disporsi alla partenza: si distribuiscono le casse, si fa la scelta di quello che pratica e consigli ci suggeriscono di portare all'interno e di quello che stimato inutile sarebbe imbarazzo e nulla più il trasportare con noi.

Verso le due, una fila di una quindicina di camelli col bagaglio nostro e della famiglia Naretti, scortato dal nostro bravo Tagliabue, che colle sue lunghe gambe, armato di tutto punto, inforcando una magra mulettina, poteva rappresentare un bellissimo Don Quichotte, partiva per Omkullo, dove ci avrebbe aspettati per la sera. Alle cinque infatti anche le nostre mule erano sellate e la lunga carovana cui si erano aggiunti parecchi amici che ci vollero accompagnare fino alla prima fermata, usciva per la diga salutata da mezza Massaua che echeggiava delle grida di evviva, salute, buon viaggio e felice ritorno.

Queste idee mi turbavano la mente, ma una voce misteriosa mi suggeriva d'essere uomo, di farmi superiore a me stesso e mi faceva trovar svago nell'ammirare la scena che mi circondava, e forza nelle speranze e nelle soddisfazioni dell'avvenire. Passano infatti le dodici, la una, le due, si grida, si strepita, si mandano a cercare i camelli, ma con tutta pace non si riesce a mettersi in cammino che dopo le tre.

La tappa fissata era Sahati, a quattro ore di distanza, ma ecco che dopo due ore la carovana si ferma, e adducendo mille motivi non si vuol più proseguire; abbiamo un bel gridare, ma i camellieri infischiandosi altamente di noi, scaricano e lasciano i camelli liberi al pascolo. Forza ne è dunque pernottare su un piccolo ripiano, trovandoci qui fra alture quasi aride e solo popolate da acace nane. L'aspetto del terreno è vulcanico; si cammina su detriti granitici.

Qui mi sono convinto della necessità di mantenere la bastonatura fra queste popolazioni, e credo che il maggior torto che potrebbe farsi il Governo egiziano sarebbe di levarla. Non è gente cattiva, ma tanto indolente e facile all'inganno che davvero strappa le bastonate, e le rende la cosa più naturale e giusta anche per chi sente ripugnanza a battere un suo simile. La notte è splendida per la luna, quindi per acquistar tempo si stabilisce di partire col poetico chiarore e poche provvigioni, per arrivare in giornata a Sabarguma e farvi le pratiche necessarie per avere i buoi che devono quindi innanzi rimpiazzare i camelli.

Il naib trova giusta la nostra decisione, imparte gli ordini ai camellieri perchè ci seguano e ci raggiungano l'indomani mattina, quindi si mette alla testa della nostra piccola carovana che parte all'una e mezzo antimeridiane del dieci. Man mano che [59] avanziamo, le alture si fanno più erte e la vegetazione più fitta; attraversiamo frequenti letti di torrenti dove le sponde sono coperte da stupenda verdura.

Alle 3 e mezzo siamo a Sahati, dove ci dicono è forza fermarsi per lasciar bere e pascolare le mule, e mentre sotto un gigantesco albero vediamo rischiararsi l'atmosfera per l'alba che si avvicina, i nostri camelli ci sorpassano; ripartendo alle 5 e mezzo li raggiungiamo dopo due ore, mentre stanno disponendosi al loro alt in un vasto altipiano, e dove ci fermiamo noi pure per una piccola refezione nostra e delle rispettive cavalcature. In questo tragitto nessuna abitazione tranne un accampamento di beduini pastori, che, essendo nella giurisdizione del naib che ci accompagna, vengono ad offrirci dell'eccellente latte.

La vegetazione fresca e rigogliosa, il suolo coperto da splendida erba, uccelli di ogni canto e colore, buoi a masse e miserabili pastori dal tipo snello, coperti da pochi cenci. Ogni gruppo di capanne è circondato da una siepe di piante spinose, svelte e secche; appena giunti e scaricate le mule, ce ne andiamo cercando nella caccia il necessario pel pranzo, ma allontanati appena da poco dal campo, siamo sorpresi da un acquazzone veramente torrenziale; ritorniamo e ci ricoveriamo sotto la tenda dei Naretti.

Qualcuno dei camelli arriva, e con loro la cattiva notizia che nella salita cinque sono caduti esausti e non possono continuare, per cui siamo costretti di mandare muli e buoi, che verso sera tornano colle casse, delle quali per buona sorte nessuna sofferse. Continua un vero diluvio e da ogni lato siamo circondati da nubi e nebbie; nel campo tutto si bagna, il suolo [60] si fa pantanoso, i poveri servi, coperti come sono da un meschino pezzo di tela, non sanno dove ricoverarsi; l'appetito si fa sentire, ma non si possono tener accesi i fuochi tanto è l'infuriare della pioggia.

Il naib fa mettere a nostra disposizione una capanna, ma tanto piccola e lontana dalle nostre robe che non possiamo approfittarne, per cui piantiamo anche noi la nostra tenda, e sotto questa siamo forzati di accendere i fuochi per la cucina. Una delle cose più necessarie, e che consiglio a chiunque voglia intraprendere di simili spedizioni, è un letto da campo; se ne fanno ora di piccoli e leggieri che proprio il disturbo del portarli è nulla, mentre i vantaggi ne sono incalcolabili, perchè per quanto si sia provvisti di tenda, quando si trova un suolo che è fango od erba inzuppata da settimane di continua pioggia, lo sdraiarvisi per passarvi la notte non è certo la cosa più aggradevole [61] nè igienica, e le conseguenze possono avere grande influenza sulla continuazione del viaggio.

I fuochi ci avevano un po' asciugato il suolo sotto la tenda, ma questa invece imbevuta d'acqua, cominciava a lasciarla filtrare. Il baccano che aveva turbati i nostri sonni aveva pure messi in fuga gli assalitori, e mentre constatiamo la leggiera ferita fatta al collo di una mula, il naib ci manda ad avvertire che stessimo all'erta, perchè da qualche giorno i pastori avevano udito il leone, per cui stabiliamo di fare alternativamente una guardia di due ore.

Eccomi dunque convertito in sentinella con una pioggia continua a compagna e l'occupazione di ravvivare, per quanto si poteva, i fuochi accesi per allontanare gli incomodi visitatori. Il cielo continua a favorirci le sue grazie. I pianti pel morto continuano, e ci avviciniamo per vedere la cerimonia. Una trentina di megere schifose, con conterie e grossi anelli d'argento intrecciati ai capelli, coperte solo da logori cenci, e alcune con un bambino appeso al dorso con una pelle, continuano a ballare stranissime danze simili a rozze quadriglie, accompagnandosi con una monotona cantilena interrotta da acuti gridi.

Girano continuamente in un ristrettissimo spazio diventato un vero pantano, nel quale di quando in quando si sdraiano per rimettersi poi accovacciate a riposare. Di tempo in tempo dalle capanne vicine arrivano disposte in fila altre megere saltellando, e prima di entrare nel circolo delle contraddanze, tutte devono stendersi al suolo. Quelli che stavano presso la tomba andarono ad incontrare a mezza strada il convoglio e subentrarono a portare il morto che, giunto innanzi alla fossa, vi fu deposto e coperto con terra e grosse pietre, mentre a pochi passi si faceva il sagrificio di un bue e nel tempo stesso si recitavano preghiere.

Tutti si riunirono poi in gran circolo presso il camposanto, e [63] in onore del morto divorarono le carni della vittima, ancora fumanti di vita. Fino da buon mattino cominciamo a predicare che assolutamente in giornata vogliamo partire, e il naib vista la nostra risolutezza, si adopera molto per noi, e ci procura i buoi e somari necessarii. Intanto grida, proteste, accordi, poi nuovi rifiuti, consigli fra di loro che si raccolgono in circolo sotto un albero, quindi nuove proposte, minacce, rottura completa di trattative, poi ripacificazione, cose tutte che fanno perdere delle intiere giornate, e farebbero scappare la pazienza al più santo dei santi.

Il caricare buoi non è inoltre la cosa più facile, non avendo questa gente i basti necessarii e non essendo questi animali troppo addestrati a simile lavoro; quindi mentre si va preparando la carovana vedi un gruppo di buoi che tranquillamente se ne stanno col loro carico sul dorso ad aspettare il nuovo destino, un altro invece che se ne va per tutt'altra direzione che la giusta, buoi che non vogliono sentirsi il peso sul dorso e fanno ogni possibile per liberarsene, altri che fuggono trascinando le casse, altri che le calpestano coi piedi o a colpi di corna quasi a maledire l'incommodo: una vera confusione che farebbe ridere, se non si pensasse al tempo che costa, e alle conseguenze che possono avere simili maltrattamenti sulle provvigioni in cui molto si confida.

Finalmente alle dodici e mezza partiamo noi pure in coda alla maggior parte del bagaglio, lasciando due dei nostri a cura di quello che restava.

Si prosegue su terreno ondulato, avvicinandosi in direzione ovest ai monti, fra folta vegetazione. Ci ingolfiamo nelle vallate, e cominciamo un'ertissima salita: dai due lati foltissime foreste. La pioggia comincia dirotta più che mai, e ne è forza godercela in santa pace.

Il nostro Desta pretende che un leone gli ha attraversata la strada a pochi passi, ma lui solo riesce a vederlo, e alla nostra buona fede a crederlo. La salita è ertissima, il sentiero malagevole, pietre, tronchi, radici lo attraversano in ogni senso, e i nostri pensieri corrono alle nostre casse che dovranno dar prova di gran robustezza per rimanere incolumi.

Qualche bue comincia a vedersi, e per fortuna una cassa di provvigioni, chè eravamo dalla mattina con un po' di latte. La notte si fa buja, piove, le foreste abbondano di leoni, leopardi e jene, per cui siamo assai inquieti per la sorte del nostro compagno.

Vorremmo andargli incontro, ma il fanale è nella cassa, e con questo buio fitto non vogliamo arrischiare di perderci tutti quanti: si suonano le trombe, si sparano diverse fucilate, ma nessuna risposta. Finalmente da un servo sappiamo che Bianchi sta fermo con quattro o cinque altri uomini, e questo ci tranquillizza alquanto.

Nello stesso altipiano sono accampate due altre piccole carovane di mercanti che vanno alla costa, per cui la notte abbiamo un bello spettacolo di tutti i fuochi che nelle varie direzioni illuminano gli accampamenti e il paesaggio circostante. La pioggia ci lascia un po' di tregua, ma il sole è coperto da nubi. Lo rifocilliamo, e subito scompare la tinta giallognola che le sofferenze avevano impressa sul suo volto.

Alle 10 arriva pure il naib , cogli accompagnatori dei buoi che non vogliono proseguire, accampando nuove pretese che noi incarichiamo il naib stesso di appianare. Si portano sotto un grande albero, presso il tronco stendono un tappeto pel naib , e tutti gli si dispongono [66] d'attorno accovacciati in circolo. Questa posizione è detta Ghinda , a circa metri sul mare. Il tempo è chiaro ed appena giorno si comincia a far caricare i buoi che alle otto sono tutti partiti, e noi, salutato il naib che se ne ritorna, essendo qui già fuori dei confini della sua giurisdizione, ci mettiamo in strada in coda alla carovana.

Il sentiero che seguiamo non potrebbe essere più pittoresco, il paesaggio che attraversiamo grandioso e selvaggio: imponente poi ed originale la lunga fila delle mule, buoi e somari con tutti i loro guardiani che li guidano a forza di urli e di fischi, e la sequela dei nostri servi dei quali ognuno porta un fucile, una lancia, uno scudo, una spada abissinese od un altro strumento qualunque di difesa; non due vestiti ugualmente, per quanto a metà perfettamente identici, perchè nudi.

Chi una camiciola, chi una pezzuola alla cintura, chi dei pantaloncini, chi un fazzoletto rosso in testa, chi un gilet , alcuni con folte chiome, altri colla testa rasa, saltavano, correvano, gridavano, di quando in quando risuonava qualche colpo di fucile.

Era uno spettacolo unico, impossibile a dirsi. Saliamo sempre: la vegetazione va continuamente crescendo, siamo letteralmente fra due mura di verdura, e spessissimo entro una vera galleria: foglie d'ogni forma, dimensione e colore, tinte svariatissime, liane, fiori, alberi giganteschi, uccelli, scimmie che si arrampicano. A diverse riprese attraversiamo un piccolo corso d'acqua ed alcune volte facciamo strada del suo [67] letto.

Enormi tronchi sporgono spesso sulla via e minacciano di rompere il naso a chi non ha gli occhi bene aperti. La strada è un vero sentiero e nulla più, dove nessun uomo ha rimossa mai la più piccola pietra. La causa di questa folta vegetazione è l'essere questa una zona che partecipa alle piogge della costa ed a parte di quelle dell'interno: le piante principali mi parvero le acace, l'ulivo selvatico, le euforbie, crataegus , lauri, papiri ed una miriade di fiori e foglie svariate.

Alle dodici e mezzo siamo a Madiet, un semplice allargo della valle che percorriamo, e dove accampiamo, chè proseguendo, per lunga tratta non si troverebbe erba nè acqua. Siamo a circa metri di elevazione. Verso le due giunge la solita pioggia che dura pochissimo, essendo già vicini al limite dove regna la buona stagione. Dopo pranzo i condottieri dei buoi vengono avanti le nostre tende e ci danno uno spettacolo di danza selvaggia: si dispongono su due file in modo da formare un rettangolo aperto dal lato ove siamo noi, e mentre tutti cantano una cantilena interrotta da battimani e gridi, due o tre eseguiscono la danza inseguendosi nel rettangolo, camminando con strane movenze, saltellando e facendo capriole: dopo qualche minuto, uno si ferma e girando la testa si contorce con movenze muscolari principalmente dei fianchi e delle spalle: parecchi allora gli si fanno d'attorno, e saltellando e strillando gli stendono le braccia sul capo, coprendolo di battimani.

Sono scherzi semplici per chi li legge, ma che hanno del grandioso e dell'originale per chi li ha visti nel loro ambiente. Due piccole carovane di mercanti abissinesi, fidenti forse nel detto l'unione fa la forza , si sono unite a noi, per cui il campo è estesissimo questa sera e rischiarato da dodici grandi fuochi, e nelle mie ore di guardia mi godo un imponente spettacolo.

Sabato Appena giorno comincia la carica del bagaglio e alle otto ci mettiamo noi pure in marcia. Cresce sempre, man mano ci innalziamo, il fitto e il gigantesco della vegetazione ed aumentano pure le varietà: vedo grandissime ortiche in fioritura, vaniglie, pelargonii, glicine, il fico selvatico, molti aloe di diverse specie, l'agave filifera che dà il filo vegetale, la fuxia comune ed una fuxia parassita che orna di mille fiorellini rossi i tronchi dei grossi alberi dai quali succhia la vita, crataegus , [69] lauri, moltissime varietà di rubinie, opunzie, salvie, cereus.

Ad un certo punto la valle ci appare quasi chiusa e ci arrampichiamo sull'altura che pare contrastarci il passaggio. La salita è ertissima, tale che bisogna spesso scendere dalle nostre cavalcature: il sentiero sale a zig-zag fra foreste, e stupendo è l'effetto della lunga carovana che lo percorre animando la scena selvaggia e del burrone che ad ogni nostro passo aumenta dietro noi: guardando la strada che veniamo di percorrere l'occhio si perde in un vero pozzo di verdura.

Alle undici e mezzo arriviamo al passo del colle, che si fa entro una piccola trincea, il solo punto forse dove in tutta questa strada si veda traccia di lavoro d'uomo, e ci si presenta un nuovo panorama: non l'imponenza dei ghiacciai della Svizzera, non il grandioso delle nostre montagne scoscese e rocciose e intarsiate da laghi o da corsi d'acqua, ma una sequela infinita di monti conici che si vanno man mano innalzando, e coperti tutti da dense foreste.

L'altezza del passo è circa metri. Discendiamo sul versante di un'altura ed a circa mezzogiorno ritroviamo il resto della carovana ferma in un punto detto Machensie , dove abbiamo la buona notizia che per mancanza di acqua e erba, i buoi avrebbero ancora proseguito. Dopo un po' di riposo ci rimettiamo quindi in marcia verso le tre. Altra salita assai lunga e forte: la vegetazione meno rigogliosa, mancanza quasi assoluta di vita animale. Dopo un'ora e mezzo siamo alla vetta di un secondo passaggio di catena di monti ed entriamo nella provincia dell'Amassen della quale ci profetizzavano mirabilia, ma troviamo invece che tutto è bruciato e sterile in questo versante: rocce rosse per ferro aggiungono ancora maggior forza all'aspetto deserto: ci si presenta un villaggio e lo avviciniamo; [70] è Asmara , in gran parte distrutto dal fuoco durante un'ultima rivolta di questa provincia.

A poca distanza stabiliamo il nostro campo, dove subito accorre tutta la popolazione, avanzo delle stragi infami, e chi per curiosità, chi per offrirci a comperare qualche montone.

Siamo qui a metri: lungo la via percorsa devo notare il predominio delle euforbie che raggiungono proporzioni alle volte colossali: portano fiore giallognolo, qualche volta rosso: fu tentata la speculazione di raccogliere l'umore bianco che geme facendo un'incisione al tronco, e che servirebbe per non so quale industria, ma non se ne potè mai trarre bastante profitto. Tracce della rivoluzione.

pippo pelo

Domenica 16 alla mattina non abbiamo che 4 gradi. In una girata di caccia trovo poco da ammazzare, ma molto di ammazzato, chè le tracce delle ultime rivolte di questa provincia sono abbastanza palesi dalle ossa e dai cranii che stanno ancora sparsi sul suolo: In questa stagione tutto è arido, l'aspetto generale è desolante.

Essendo questo il primo villaggio assolutamente dipendente dall'Abissinia, riceviamo una visita di un preteso direttore delle dogane che ci presenta del latte e un montone, ed assicurato da Naretti che non siamo negozianti, ma semplici viaggiatori diretti al re, ci dichiara esenti dai suoi diritti.

Più tardi vediamo avanzare al gran galoppo due cavalieri avvolti nell'elegante manto bianco tagliato da una gran striscia scarlatta, e seguiti da parecchi ragazzotti che correndo portano i loro fucili e i loro scudi. Sono messi del governatore che desidera una nostra visita, ma ce ne scusiamo per mancanza di tempo, abitando lui a circa tre ore, e Naretti gli invia in regalo un parasole e un pacco di candele. Vado al villaggio, che è tutto bruciato e solo resta qualche misero avanzo di capanne costrutte con fango e paglia, abitato da povera gente avvilita e macilenta.

Sulla vetta dell'altura è la chiesa che ottengo permesso di visitare. Per una porticina si entra in un recinto circolare che serve da cimitero, e al centro sorge la chiesa rettangolare, bassa, col tetto piatto, molto rozzamente costrutta con legni e pietre: sul davanti un corpo più stretto forma quasi un peristilo murato negli intercolonnii e racchiudente una piccola camera le cui pareti dipinte con arte assai primitiva, rappresentano episodii di storia sacra, fra cui spicca la Vergine e san Giorgio.

Da questo si passa nel grande ambiente diviso da grossi pilastri in tre navate, delle quali parte della centrale è chiusa da muri e riservata alle funzioni religiose; il resto pel pubblico. Qualche messale, semplici leggii in ferro, rozzi tamburi, stavano ammucchiati in un angolo.

La luce non entra che dalla porta e da alcuni buchi praticati nei muri. Fuori della chiesa ad una trave sostenuta da due tronchi, pendono legate con strisce di pelle da bue tre pietre oblunghe: sono le campane, che percosse con altra pietra producono tre suoni differenti ed acuti.

È molto interessante questa costruzione per la sua originalità, e perchè tanto internamente che esternamente, colla differenza che passa fra un nano ed un gigante, presenta per altro qualche analogia cogli antichi templi egiziani.

Dovendoci qui procurare nuovi buoi, siamo obbligati di passarvi tutta la giornata sempre in continue contese. Anche le nostre provviste di pane sono esaurite, ed alcune donne ci fabbricano il pane col sistema del paese, come vedemmo a Keren. Le prime volte lo stomaco [73] quasi vi si rifiuta, ma il condimento dell'appetito finisce per far gustare molte cose che e da noi farebbero ribrezzo. Grandi noie ancora per i buoi che ci vengono rifiutati, ma finalmente dichiariamo che le casse contengono regali pel re, e che se si persiste a non volerle trasportare a prezzi onesti, partiremo soli colle nostre mule, lasciando il bagaglio in consegna al capo della dogana; faremo i nostri rapporti e il re obbligherà poi al trasporto gratuito.

Il terreno è leggermente ondulato, poca vegetazione, solo moltissime agave cariche di fiori giallognoli e rossastri. Attorno a noi si stende una grande pianura interrotta da qualche lieve altura, e allo sfondo bassi contorni di montagne. Dopo due ore, al tramonto, ci fermiamo davanti al villaggio di Aduguadat. Un altro villaggio avevamo passato a circa mezza strada: sono aggruppamenti di capanne piantati sempre, per maggior difesa, sulle vette delle alture: le costruzioni basse, a tetto piatto in terra, per cui difficilmente si distinguono dal suolo sparso di rocce vulcaniche.

La popolazione è generalmente brutta, coperta da logori cenci, e solo raramente dal pittoresco manto bianco e rosso: la loro tinta è il marrone: la testa alle volte rasa completamente, alle volte solo in parte, oppure molto originalmente pettinata, formando una sottilissima treccia che gira tutta la periferia, e dividendo il resto in un'infinità di altre piccole trecce che dal fronte scendono alla nuca, le donne; e in cinque grosse trecce, egualmente disposte, gli uomini.

Partito il bagaglio, alle otto e mezzo ci incamminiamo noi pure. Per più di due ore si prosegue di altura in altura, salendo e discendendo in modo da mantenersi in media presso a poco allo stesso livello.

La vegetazione va leggermente aumentando: prevalgono acace ed ulivi, torna qualche euforbia, qualche cactus , dei peschi selvatici. Verso le undici siamo all'estremità di questo altipiano, e ai piedi della discesa che ci sta davanti ci si presenta ancora una vasta pianura che ben da lontano si vede chiusa da altri monti ancora: ai nostri lati profonde vallate sempre collo stesso carattere.

Ci è forza fare a piedi la ripida discesa, e alle dodici e mezzo ci accampiamo al principio di questo nuovo altipiano, ai piedi dell'altura su cui sta il villaggio di Sciket , sotto un secolare ulivo. Questo notebook del peso di 2,7 Kg, come le altre versioni con Pentium Il a e MHz, offre monitor a matrice Oltre allo slot MultiBay dove vi è solitamente collocato il lettore CD-ROM che ne garantisce la più ampia libertà di configurazione, il portatile utilizza anche uno slot DualBay in grado di accogliere il drive per floppy o una terza batteria se si utilizzano tutti gli slot che assicura una durata complessiva di nove ore di funzionamento.

I prezzi dei nuovi Armada E partono da lire 5. Questo modello del peso di soli 1,4 Kg per un spessore di 23 mm è. I nuovi M saranno disponibili al prezzo base di lire Il notebook permette risoluzioni di x su schermi a matrice attiva da 13,3 o 14,1 pollici, protetti da un involucro in lega di magnesio, per mezzo di una scheda grafica ATI Mobility Pro con bus dati AGP 2X e 8 Mbyte di memoria video.

Il prodotto è una soluzione AII-inOne, quindi è provvisto sia di scheda sonora con relativi speakers sia di un modem con scheda di rete e uno slot standard multibay di Compaq integrato.

L'M fornito di hard disk fino a 12 Gbyte e una memoria da 64 Mbyte di Sdram, espandibile fino a , verrà proposto a prezzi che partono da lire 8. Per gli utenti che richiedono al proprio portatile prestazioni paragonabili a un desktop, Compaq propone la "full docking station", Armada Station EM compatibile con tutti i suoi notebook, ad esclusione del modello V Questa nuova base di espansione con replicatore di porte, oltre all'integrazione del sistema di diffusione audio Premier Sound include anche un alimentatore AC, una doppia multibay con la possibilità di collegamenti a caldo delle periferiche di storage e tre slot PC!.

Tutti i prezzi sopracitati si intendono IVA esclusa.

Da “I turbati” a “Troppo Napoletano”, segreti e sogni di Gigì e Ross

Per Informazioni:. Dopo una conferenza al mattino su temi di carattere generale, l'incontro si è diviso in tre conferenze parallele al pomeriggio, dedicate alle tecnologie abilitanti all'e-commerce, lo scenario Business-to-Business e le esperienze Business-to-Consumer. Quella che segue è una intervista al Dr. Carlo lantorno, Marketing Manager Microsoft, su alcuni aspetti del problema e su come Microsoft intende muoversi nel fornire soluzioni ai realizzatori di sistemi e-commerce.

Quali sono le caratteristiche principali e-Commerce della proposta Microsoft relativa all'eLonWindows com merce? Si tratta di applicazioni chiavi in mano oppure di una piattaforma da realizzare insieme ai clienti e che si integra con le applicazioni ià esistenti o di fornitori diversi?

Esiste inoltre un modulo apposito per il commercio elettronico che è il Sales Server Commerce Edition 3. Esatto, perché noi dobbiamo anche pensare al fatto che i clienti hanno già probabilmente un sistema gestionale funzionante e sarebbe ridicolo presentarsi con sistemi di commercio elettronico che non si integrino con quelli già esistenti come ad esempio la gestione del magazzino, delle vendite e degli ordini.

Pertanto l'aspetto più importante della nostra proposta è che l'integrazione con i sistemi gestionali in modo da realizzare un sistema informativo aziendale che effettivamente svolga le funzioni di vendita elettronica come le conosciamo tutti ma anche di gestione dei clienti, del magazzino D. Quindi diciamo che la vendita elettronica, almeno inizialmente potrebbe affiancarsi a quella tradizionale?

Ma ad un'azienda che nasca oggi con lo scopo di fare soltan-. La soluzione completa è fatta da un sistema gestionale, da un sistema che consenta il marketing e la vendita su Internet e in più da applicazioni specifiche come ad esempio il calcolo delle tasse o la gestione della consegna del bene e quindi l'integrazione con i fornitori di questi servizi oppure l'integrazione con i circuiti di pagamento.

A questo si aggiungono soluzioni gl8 esistenti di terze parti con le quali già stiamo lavorando e che consentono il pagamento, adattandosi agli specifici e innumerevoli circuiti di pagamento che sarebbe impossibile gestire direttamente ma i cui sistemi possono essere integrati garantendo la massima flessibilità.

Come ritiene si possa risolvere il problema della consegna? Potrebbe accadere che i costi di logistica, distribuzione e tenuta del magazzino, sia presso l'azienda, sia affidato a terzi, annullino, almeno in parte il vantaggio di acquistare direttamente? In pratica non potrebbe rinascere la figura del "grossista"? E' stata analizzata questa possibilità? Finora la cosa sembra funzionare abbastanza bene. Quindi le spedizioni a chi fa le spedizioni e il magazzino all'azienda R. Abbiamo notato che in Italia spesso, almeno nelle grandi città, le merci su Internet costano a volte più che nei grandi magazzini o nei negozi specializzati, conviene davvero acquistare su Internet?

Sono inoltre convenienti le transazioni bancarie e di borsa. Ma un mercato che presenta un notevole potenZiale è quello del turismo perché in tale settore il Se le ricerche possono essere fatte in maniera autonoma dal cliente, se gli operatori turistici metteranno in linea le loro informazioni potranno davvero offrire servizi migliori e ad un prezzo migliore.

Ovviamente molte cose devono essere migliorate, ma già oggi si trovano degli ottimi esempi, specialmente negli Stati Uniti. Anche se è importante poter certificare gli utenti e quindi sapere se dall'altra parte c'è davvero chi dice di esserci per evitare frodi o l'uso di carte di credito rubate, si è pensato anche ad una certificazione delle aziende, cioè creare delle associazioni di aziende che fanno commercio elettronico che diano al cliente la ragionevole certezza che il numero di carta di credito che si sta inviando non vada qualcuno che dopo un paio di giorni non è più reperibile?

Da questo punto di vista esistono diverse iniziative, molte aziende che vendono su Internet accettano carte di credito ma anche pagamenti contrassegno o pagamento postale successivo al ricevimento della merce. Tali forme di pagamento stanno prendendo piede perché ad esse Siamo già abituati e perché i circuiti di pagamento già eSistono.

E poi in terzo luogo stanno nascendo iniziative, che noi reputiamo interessanti, come il rilascio di autocertificazione o di bollini da dare ai siti magari attraverso associazioni di categoria insieme con le associazioni dei consumatori.

Anche in questo caso noi siamo presenti in iniziative che riguardano l'introduzione di un marchio di qualità da rilasciare ai siti che rispondono a specifici parametri. Speriamo che al più presto queste iniziative si concretizzino sia a livello europeo che italiano.

Finora abbiamo parlato di aziende medio grandi, ma cosa sta facendo Microsoft per le piccolissime aziende con cinque, dieci dipendenti, ossia sarà realizzato da parte della Microsoft un sistema adatto per questo tipo di aziende?

Perché forse il commercio elettronico potrebbe essere più interessante per queste piccole realtà che per le grandi aziende con una situazione e una clientela consolidata R. Questo è parzialmente vero, perché bisogna tenere conto del fatto che il commercio elettronico per le piccole realtà non è soltanto avere un sistema semplice ed economico da utilizzare, perché il commercio elettronico è una rivoluzione completa al business di una azienda e quindi se qualcuno decide di dedicarvisi purché non costi molto ed eviti grattacapi, secondo me sta seguendo la procedura sbagliata perché commercio elettronico significa ridefinire completamente i propri parametri di business ed essere aperti anche a clienti che ordinano, ad esempio dal Giappone, e quindi bisogna gestire le cose anche in lingua inglese.

Senza considerare poi i problemi logistici ai quali abbiamo accennato prima. Ma comunque per rispondere alla sua domanda, la tecnologia sta facendo la sua parte per venire incontro a questi problemi? Noi forniamo tutti gli strumenti per costruire un sito, contribuiamo in parte al costo dei corsi di approfondimento tecnico e cercheremo di formare personale in grado di recarsi dai clienti con le competenze necessarie per aiutarli a realizzare un siti di e-commerce.

Anche se ci saranno molti utenti che preferiranno l'estrema semplicità dell'hosting fornito dagli operatori di telecomunicazioni. Pur se questo comporta di dare a terzi tutto il database della propria clientela. E questo, a meno che non si tratti di una piccolissima azienda all'inizio dell'attività, anche se protetti da contratti e clausole, non è molto cons gliabile se il business di cui si tratta è strategico per l'azienda.

Cosa si prevede da parte della Microsoft per la vendita dei MCmicrocomputer. Sarà possibile acquistare su Internet i prodotti Microsoft non comprando tutto il pacchetto completo ma scaricando solo uello che si usa e non tutto il resto?

E' stato considerato il caso che il collegamento alla Rete non funzioni proprio quando c'è da finire un lavoro urgente utilizzando del software acquistato con questo sistema? Per le aziende che devono usare software per applicazioni critiche sarà preferibile averlo installato sui propri server e avere del personale specializzato a gestirlo. Senza comunque dimenticare i problemi di migrazione dalle applicazioni e sistemi precedenti dei quali ogni azienda deve necessariamente tenere conto.

Per quanto riguarda le Smart card ed eventuali carte prepagate, c'è in previsione qualcosa che permetta di acquistare il software"a consumo"? Un utilizzo da borsellino elettronico delle Smart card è sicuramente in previsione anche se attualmente per questioni più legislative e organizzative che tecniche è limitato all'utilizzo in circuiti chiusi a livello aziendale. Quali pensa che potrebbero essere i fattori frenanti e quelli incentivanti al commercio elettronico in Italia?

Fra i fattori frenanti possiamo considerare la necessità di effettuare investimenti in informatica che in Italia sono molto più bassi che negli altri paesi. La scarsità di venture capital. La polverizzazione delle aziende e quindi la ridotta capacità di investimento di ogni singola piccola azienda.

Un altro problema sono i costi di collegamento che per gli operatori di telecomunicazioni sono circa il doppio rispetto agli Stati Uniti, senza contare i costi per l'utente. C'è poi il problema della scarsa conoscenza della lingua inglese e delle nozioni informatiche di base Per quanto riguarda invece i fattori incentivanti, ovviamente l'accesso gratuito ad Internet che ha fatto esplodere l'utenza in Italia negli ultimi sei mesi.

Il fatto che i principali settori dell'economia nazionale, il turismo, la moda e la piccola produzione si prestino benissimo al commercio elettronico. Un altro fattore incentivante sarà l'interesse che all'estero hanno nei confronti dell'Italia e che potrebbe spingere molti ad acquistare via Internet i prodotti italiani.

Se le associazioni di categoria sfrutteranno al meglio questo mezzo potrebbero bilanciare la polverizzazione delle aziende e agevolare il collegamento di consorzi, oltre ad attirare investimenti. E questo ci porta a considerare il nuovo mercato del trading-on-line che rappresenta la novità degli ultimi tempi e si sta diffondendo sempre più velocemente con l'ingresso anche degli istituti di credito più tradizionali. Nelle arti grafiche si va contro Heidelberg. E in arrivo c'è il Flowport. Nell'era della coopetition Xerox si accorda con i suoi rivali della Sharp per gli apparecchi multifunzionali di fascia bassa.

L'accordo ha un nome piuttosto intrigante, Soho Alliance, ed un valore di 2 miliardi di dollari. Continua poi l'assalto alle arti grafiche, un settore una volta mercato delle tipografie ed oggi sparso tra servizi di copia e di stampa, spesso ancora in esclusivo bianco e nero analogico. In questo mondo è Heidelberg a farla da padrona, con i suoi anni di storia ed un fatturato di 4 milioni di dollari.

A Drupa, lo show tedesco di respiro europeo sulle tecnologie di stampa, Xerox avrà un'intera sala, chiamata Digital Drupa, come solo Heidelberg potrà fare E altri annunci sull'impiego del web e della rete per le arti grafiche corroboreranno questa idea. Oltre alla Soho Alliance e alle anticipazioni su Drupa, Xerox ha lanciato una nuova rivoluzione nell'accesso alle informazioni. Si chiama FlowPort, e per la prima volta coniuga i vantaggi del mondo cartaceo, analogico, con la tecnologia informatica, digitale.

Frasi fatte, direte voi: ed invece no. Vediamo lo scenario di riferimento. Del mondo in rete, locale o geografica che sia, oggi fanno parte anche le apparecchiature multifunzionali del tipo DocuCentre secondo la terminologia Xerox Si tratta di fotocopiatrici in rete che possono anche solo stampare o solo acquisire. In pratica sono computer di rete a funzioni dedicate. Grazie ad un software che viene automaticamente caricato in rete, i. In questo modo si possono erogare svariati servizi già disponibili online, ma usando come terminale il DocuCentre.

Alcuni esempi possono essere gli ultimi listini, oppure libri, relazioni o collezioni di relazioni; l'archiviazione automatica dei documenti contabili, già divisi per categoria ed accessibili in azienda Inoltre è possibile anche il passaggio inverso: avendo a disposizione una sintesi o un sempklice indice, semplicemente appoggiandolo sul vetro della copiatrice si potrà chiedere la versione più estesa, quella completa e magari anche tutti gli allegati di riferimento.

Scariche elettrostatiche, sbalzi o fluttuazioni di tensione ed interruzioni nella rete elettrica possono causare gravi danni a tutte le apparecchiature elettroniche.

Fantozzi va in pensione

Win Dialog WDOS si contraddistingue per la semplicità di utilizzo e le dimensioni estremamente ridotte solo 32cm. Ideale per la protezione di Pc. La facilità di utilizzo dei Gruppi Elettronici di Continuità Riello UPS, permette anche all'utente piu esigente di dimenticare ogni problema in tema di protezione da ualsiasi disturbo presente nella rete elettrica.

Sony prende in Licenza Microsoft Internet ExpLorer Il telefonino cresce e diventa un vero e proprio personal computer, con microprocessore, sistema operativo, interfaccia utente ed applicazioni. Si tratta di una delle prime dimostrazioni di modelli con doppia modalità WAP ed HTML implementate indipendentemente dal sistema operativo sotto-. Tali funzionalità sono ancora più incredibili se si pensa che il nuovo telefonino GSM di Sony pesa solo 82 grammi ed è più piccolo di una carta di credito.

La risoluzione dello schermo in alta risoluzione è di 96x72 punti, e memorizza fino a 20 messaggi vocali. Un software PIM Personal lnformation Management agisce come agenda personale con allarmi per gli appuntamenti. L'adozione di Mobile Explorer in luogo di altri microbrowser dei quali il più famoso è il Phone.

La possibilità di accedere ai dati aziendali attraverso software già noto sarà possibile grazie al nuovo nato, il server. Un'altra caratteristica avanzata è la Text lnput Technology, che risolve almeno in parte l'annoso problema di digitazione tramite tastiera a pochi elementi.

Per informazioni: Sony, www. L'appuntamento è rivolto principalmente alle telecomunicazioni operanti nel centrosud e nel bacino del Mediterraneo. La rassegna occuperà perlome-. L'iniziativa vuole favorire accordi di cooperazione tecnologica e commerciale con gli altri Paesi del Mediterraneo. Quest'anno ci si rivolge in particolar modo alla Tunisia, scelta come Paese partner.

L'iniziativa è molto simile a quella a suo tempo e per anni portata avanti con Tecnorama Ufficio, la manifestazione IT di Bari successivamente entrata nell'ambito.

Roma sente la mancanza d'una sua mostra ICT da diversi anni, allorquando non si verificarono più le condizioni necessarie alla presenza di RomaUfficio. Per informazioni: www. Roma Tel. La tecnologia digitale vive dentro i computer che sono sulle nostre scrivanie. Computer che non sono oggetti magici, ma neanche macchine da scrivere sofisticate, sono l'ingresso ad un nuovo modo di vedere la realtà, sono l'iniziazione ad una esistenza innovativa.

Abbiamo avuto la gioia di poter contribuire ad una trasformazione. Ci muoviamo dentro questo nuovo mondo in costruzione intuendo, creando possibili strade alternative, pur se guidati da leggi ferree. La grandiosa differenza con le circostanze passate sta nella possibilità di svincolarsi dai limiti delle normali percezioni; con l'immaginazione.

Questo è in sintesi uno degli eventi innovativi creati dall'arte elettronica e in particolare dalla Computer art. Dal 5 maggio e fino al 3 giugno, è possibile visitare una mostra abbastanza esplicativa di questi concetti:. Ecco, per vimune di Pietro. In questa sua frase ironica, divertita, ma espressiva, c'è tutta la sua vita, tutta la sua storia. Grossi è nato a Venezia nel , violoncellista e compositore, ha svolto attività concertistica ed è stato docente di violoncello al Conservatorio di Musica di Firenze dal al , promovendo in quell'ambito anche la creaZloMCmicrocomputer n.

Pietro Grossi ne di cattedre di musica elettronica e di informatica musicale. Egli ha percorso nell'arco di tempo, dagli anni '60 ad oggi, un itinerario artistico e di ricerca tale da far emergere uno sviluppo di pensiero coerente e una serie di intuizioni fortemente anticipatrici, come il minimalismo di alcune sue opere analogiche e la teorizzazione della musica in tempo reale.

Alla metà degli anni '80 ha allargato il campo delle sue esperienze alla grafica. Nel momento in cui componeva la sua musica, attraverso appositi programmi scritti personalmente faceva nascere i prodotti grafici, spesso in maniera "random". La sua ricerca è quindi passata dall'accompagnamento musicale ai film muti, mentre era ancora uno studente, alle esperienze già descritte fino al suo progetto di "Homeart", da lui definito "arte creata da e per se stessi, estemporanea, effimera, oltre la sfera del giudizio altrui"; per approdare infine alla "Homebook", con cui ha inaugurato una nuova branca di ricerca e di attività, quella dell'editoria personalizzata.

Pietro Grossi è un artista dalle mille personalità, musicista, compositore, grafico, è serio nelle sue ricerche e nello stesso tempo è vivo, pieno, allegro, divertente e divertito.

GIORNALE DI UN VIAGGIO

Crea con infinito amore eppure gioca, scherza con quello che fa, stuzzica i suoi pensieri. Ribalta le situazioni normali per vederne gli. Per questo ama ripetere che noi "siamo formiche impazzite e cerchiamo disperatamente di capire dove ci porta il bit, ma vogliamo scuotere le cicale che, attaccate alla corteccia degli alberi, graCidano Immo Partito dalla premessa del superamento storico dei principi elementari che coordinavano le relazioni fra i suoni del linguaggio musicale tradizionale destinato agli strumenti acustici, si è rivolto ai mezzi elettronici, alla ricerca di nuove prospettive sonore impostate su un principio strutturale basato sulla figura geometrica Pietro Grossi è piana eucliun artista dalle mille dea, medianpersonalità, musicista, te la quale ha compositore, grafico, è coordinato i serio nelle sue ricerche vari para mee nello stessotempo è tri sonori e.

E quando gli ho chiesto che significaNel , con altri operatori, ha fonto aveva per lui questa mostra alla Bidato lo Studio di Informazione Estetica blioteca Nazionale, mi ha risposto "per e ha iniziato una ricerca interdisciplinare parte mia la mostra sottolineerà la velofra fenomeni sonori e fenomeni visivi.

Il cità e la produttività del bit. Quindi ci saprincipio di ricerca è stato l'assunto di ranno immagini in continua elaboraziofar germinare da un'unica struttura di ne e trasformazione. Difficile dirlo. Ha realizzato quindi alcuOperiamo nel deserto, ma soddisfatti di ne sculture che si sono concretizzate camminare tra i ciechi vedendo ". Alla fine degli anni '70 ha esteso la sua ricerca visiva al video, continuando quel progresso di interAnche Enore Zaffiri, codisciplinarietà con l'utiZaffiri è un artista me Pietro Grossi, viene dal- estremamente severo ed lizzo degli strumenti la musica.

Il loro è stato un eclettico. Con curiosità si che la tecnologia ofpercorso simile, anche se fre. Alla fine degli anni inoltra negli spazi che si con molte varianti. Dal al ha ricoperto la cattedra di Cultura Musicale Generale presso il Conservatorio di Torino, ma già dal si è interessato di Musica Elettronica fondando lo Enore Zaffiri. Luciano Romoli fin da ragazzo ha cercato di esprimere la Poesia dell'Universo facendo ricorso all'immaginazione oltre che alla conoscenza artistica e scientifica.

A soli vent'anni ha cominciato a pubblicare una Luciano Romoli rivista che raccoglieva Zaffiri è un artista estremamente sei contributi di studiosi, ricercatori e artivero ed eclettico. Con curiosità si inolsti interessati a sviluppare un dibattito sul tema relativo al rapporto arte-scientra negli spazi che si trova ad esplorare durante le sue ricerche. Con un inizio molto personale e spePoco dopo ha gettato le basi della sua Utopia, con la quale ha dato vita a cifico è approdato ad una Computer art una Micropoli, una sorta di città ideale rigorosa e quindi rappresentativa della sua storia e della sua essenza.

Lui stesfatta di cultura e di lavoro, abitata da uomini liberi e creativi e nella quale priso per presentarla dice: "Le immagini vengono generate dall'elaborazione di vilegiare la fantasia su ogni altra virtù. In questo arco di tempo ha realizzaun "tema" geometrico di base, dal quale si sviluppano infinite "variazioni". Anche se le possibilità Oggi realizza i suoi modelli-metafore del mezzo possono sembrare ormai e le immagini correlate al suono, usanampiamente sfruttate, penso che ogni do i mezzi della tradizione e quelli che artista abbia ancora un territorio imutilizzano le moderne tecnologie.

Considera di grande importanza il ruolo del computer perché strumento La sfera artistica si allarga a nuove virtuale di simulazione artistica e scienpossibilità di fruizione, impegnando il tifica e perché potenziale punto di infruitore a intervenire direttamente contro fra poesia e logica, dove prodursull'opera, oppure a trovarsi di fronte a re finzioni e imitazioni, simboli e meimmagini originali, tali da definire un gutafore, con le quali stimolare e aumensto estetico nuovo o almeno rinnovato tare l'immaginazione.

Ama giocare con le bolle di samappamondo che non includa Utopia pone perché costituiscono un punto di non merita neppure uno sguardo Romoli è quindi un artista vero che ama giocare con la sua creatività, proponendola nelle forme più diverse, siano esse Computer art o pubblicazioni artistiche e scientifiche o film sempre con argomenti inerenti al rapporto tra arte e scienza. Tra le ultime sue opere, una stele che riporta il frammento del percorso immaginario di un raggio di luce frattale e la porzione di pavimento di un'altrettanto immaginaria villa telematica che reinterpreta motivi di antiche ricerche geometriche.

Marcella Chelotti Prima docente di lettere italiane e storia in vari Istituti Superiori, poi appassionata di grafica con il computer. Lei stessa si presenta dicendo: ".. Un evento casuale ha segna-.

Si trattava di ispirarsi ad una lettera dell'alfabeto etrusco. Appena visto quell'alfabeto Marcella Chelotti si è sentita rapita. Successivamente sono nati altri sei libri di immagini di cui due sull'alfabeto latino. La Chelotti continua poi a parlare del suo rapporto con l'informatica: "Con l'atteggiamento di un 'Alice nel paese delle meraviglie ho cominciato a fruire delle possibilità offerte dallo strumento, ho lavorato con lena e passione e, vorrei sottolineare, con divertimento.

Non amo parlare del mio lavoro in termini problematici, forse per il preva-. Attiva nel campo dell'arte elettronica dal , Marcella Chelotti è una donna, un'artista curiosa e vitale, divertita dalla sua espansione culturale, affascinata dalle luci e dai colori che, per lei, hanno una funzione simbolica, un richiamo onirico.

Amo forme lievi, citando Calvino trovo che la leggerezza sia un valore da salvare. Soprattutto non mi preoccupo troppo dei limiti che mi vengono Paolo Zaffiri dagli strumenti dei quali, invece, apprezzo le molte potenzialità. Infine, per non tediare i lettori, non vorrei parlare del mio lavoro come sesta partecipante a questa mostra , perché l'ho fatto altre volte su questa stessa rivista n.

Paolo Zaffiri è il più giovane dei sei artisti, si è diplomato in Scestica. Come scenografo ha collaborato Sei artisti, quindi, assolutamente dicon la Compagnia teatrale "Staff Teatro" di Torino. Eterogenei, ma con una costante. Con amore, con FAP. Tutti hanno dedi- dedizione si sono Da anni collacato le loro ener- adoperati tutti bora con Enore Zaffiri alla realizgie alla gioia della per ampliare le zazione di opere ricerca, al piacere loro conoscenze, lo di Videoarte e di ludico della sco- per sedurre spettatore con il Computer art.

Cosa succederà, allora? Quasi niente, forse, come quasi niente è successo quando siamo entrati nel Diamo immediatamente un'occhiata alle numerose novità presentate in questo numero; nelle news spiccano i nuovi, bellissimi portatili Amstrad, potenti e relativamente poco costosi.

Norton mette a punto le sue Utilities per Macintosh allora esisteva ancora la Peter Norton Utilities Company, prima che costui vendesse tutto a Symantec, e andasse a godersi i miliardini in California.

Merloni, Fatme e ISI, riuniti insieme, inaugurano l'era della "domotronica", infame neologismo significante il sistema telematico per l'automatizzazione, il telecomando e la sicurezza della casa, e Amiga cresce fino al modello Viene presentato in anteprima un bel portatile, il Fora LPL, dotato di buone caratteristiche e venduto a un prezzo interessante.

Massimo Truscelli si tuffa nel rutilante mondo dello spettacolo, a scoprire come l'informatica stia integrandosi sempre più nella gestione di luci, suono, immagini ed effetti speciali. MS-DOS, e, per il prezzo indicato, non offriva neppure il monitor specchio dei tempi, un monitor a colori "avanzato" per il nostro costava più di due milioni, e non superava i 12" - 11" di visuale utile.

Indovinate chi viene adesso? E' un nome che è divenuto, poi, traslato di scheda audio. Compare sulla scena la prima Sound Blaster, già da allora frutto del lavoro della Creative Lab. Quest' enorme prodotto, costoso e gigantesco anche nel codice dodici floppy per contenere tutto! Basato sul motore di QuickBasic, quest'ambiente è arricchito da una libreria di add-in e di routine precostruite a dir poco sensazionale.

Peccato che tutto quest'incalcolabile patrimonio sia stato abbandonato poi da Microsoft col passaggio al nuovo sistema; in fondo sa-. E' la prova di sette schede SuperVGA, alcune prodotte da nomi ormai dimenticati, altre figlie di costruttori ancora sulla cresta dell'onda. La prova dimostra, al di fuori di ogni dubbio, come allora l'hardware fosse decisamente molto avanti rispetto alle possibilità funzionali del software, tant'è che questo gioiello era fornito, di serie, del vecchio.

Su Me n. Prezzi, come ora, compresi tra le poche e le molte centinaia di migliaia di lire. Pc Family è un computer pensato per la famiglia perchè offre a tutti, genitori e figli, il massimo delle prestazioni e una eccezionale flessibilità. Si collega semplicemente al televisore e viene controllato a distanza in tutte le sue funzioni dalla. Potrete sempre sul televisore navigare in. Inoltre nelle versioni con i moduli multimediali e con Vocal Automation System, PC Family potrà controllare, con la vostra voce, tutte le apparecchiature elettriche ed elettroniche presenti nella vostra casa.

Tra figure e poesia Un passo avanti e siamo ad Autodesk Animator, un prodotto per costruire animazioni girante solo in VGA a colori. I risultati, almeno per quel che si vede dalle pagine di MC, sono abbastanza gradevoli, anche se l'estensore dell'articolo lamenta di alcuni effetti indesiderati, tra cui quello pittoresca me nte definito effetto can-can.

Oggi su un DVD ci mettiamo la Treccani, domani su un disco fluorescente ci metteremo la Libreria del Congresso, ieri su un floppy peraltro ancora rigorosamente da 5", alla faccia della tecnologia! Niente immagini di Doré, per l'amor di Dio, giusto il testo, con i versi curiosamente numerati, e un motore di ricerca approssimativo che scova, nei cento canti, la frase ricercata.

Curiosa la frese dell'articolo che recita " Nel questo Compaq a 25 MHz poteva costare anche più di 35!!! Ovviamente IVA esclusa Non moltissimi nomi, in voga già dieci anni fa, hanno superato illesi questo ultimo Uno di questi è Sound Blaster diventato, de facto, un sinonimo di "scheda audio". Era quello, ricordo, un periodo di gran fioritura di questo genere di prodotto, e TForm era forse il rappresentante più blasonato di tal bel mondo, direttamente opposto a EasyForm e QuickForm, giusto per citare altre alternative di due software house poi scomparse nell'oblio.

AdP, con la modestia che lo ha sempre contraddistinto, presenta in pompa magna la nuova puntata di ADPnetwork, e Novelli ci insegna a disegnare font con Amiga. E ahimé, per quanto abbia cercato, cose curiose, in questo numero, non ne ho trovate, da raccontare. Quindi, a pancia vuota, tutti a nanna, e a risentirci la volta prossima. Da questo dispositivo dipende in larga misura la nostra produttività con i software applicativi, la qualità dell'esperienza visiva con i giochi o i filmati e in buona sostanza la maggior parte dell'interattività con il computer.

Più della velocità del processore, della quantità di RAM, della capienza del disco rigido Come in tutte le cose, ci vuole equilibrio; un sistema equilibrato consentirà una migliore fruibilità del sistema stesso, con la migliore ergonomia e visualizzazione possibile.

In realtà, l'invenzione del vero e proprio "tubo catodico" è da ascrivere allo scienziato tedesco F. Braun, nel Già negli anni Trenta i primi esperimenti permisero di comprendere che il tubo a raggi catodici aveva un potenziale enorme per la visualizzazione a distanza di immagini e verso la fine della seconda guerra mondiale cominciarono a diffondersi i primi ricevitori televisivi. Essenzialmente la tecnologia di base è rimasta esattamente di allora, purtuttavia con una serie di miglioramenti e aggiunte.

Esistono, in effetti, diverse tipologie di "monitor": i classici monitor con cinescopio a vuoto, i nuovi monitor a schermo piatto LCD derivati dalla tecnologia sviluppata per i computer portatili e i pannelli piatti al plasma di grande formato e costo Inutile dire che ciascun sistema è stato sviluppato appositamente per degli utilizzi specifici; in questo articolo ci focalizzeremo è proprio il caso di dirlo!

Obiettivo di questo articolo è informare sugli ultimi sviluppi della tecnoIl complesso dispositivo che "guida" e collima i tre fasci elettronici emessi dai logia di visualizzazione dei dati su tre cannoni del rosso del blu e del verde: il giogo di deflessione.

E' composto da una serie di bobine elettromagnetiche e alcuni magneti calibrabili. Lo spesblu. Particolare della "shadow mask" in Invar di un cinescopio con tecnologia "slotted mask"; i fasci elettronici sono rappresenta ti con i rispettivi colori che devono far emettere ai fosfori.

L'allineamento dei tre cannoni, che colpiscono ciascuno il punto di fosforo con un'energia variabile in funzione del colore del pixel da rappresentare, è fondamentale e si chiama convergenza. Per evitare che il fascio elettronico "sparato" dal catodo possa "sbordare" sui punti di fosforo contigui a quello che rappresenta il suo bersaglio, è stata adottata una maschera, chiamata "shadow mask", costituita da un metallo in genere ferro o Invar alloy perforata, che separa i singoli punti di fosforo tra loro.

Secondo la configurazione e posizione dei punti di fosforo e della maschera, si possono distinguere tre ulteriori variazioni dalla shadow mask a fori tondi: la tecnologia Trinitron Sony , dove la maschera è sostituita da una griglia di sottilissimi fili tesi verticalmente, la. Particolare molto Ingrandito della disposizione delle triadi di fosfori in un cinescopio tradizionale: ogni pixel è descritto da una tema di fosfori.

Il dot pitch è la distanza minima tra una coppia di fosfori di uguale colore. Slotted Mask, in cui i fori non sono tondi ma rettangolari un raffina mento della tecnologia in uso da anni nei cinescopi televisivi e l'EDP, o Enhanced Dot Pitch, una tecnologia messa a punto da Hitachi nella quale sono implementati fori di forma ellittica, con l'asse maggiore orientato verticalmente. Queste ultime due tecnologie utiliz Siccome i fili non hanno alcuna rigidità strutturale in senso orizzontale, per compensare le eventuali variazioni di geometria dovute alla dilatazione termica, nei tubi Trinitron e tecnologie simili.

Come si crea l'immagine Quando osserviamo uno schermo televisivo o un monitor, vediamo un'immagine completa, con il cursore, le finestre, il filmato o l'ambientazione del nostro videogioco preferito in movimento.

Ogni quadro è costituito da un numero di linee, chiamati appunto raster, che "impilati" uno sopra l'altro formano l'immagine bitmap comunicata dall'acceleratore grafico. La frequenza di refresh dello schermo è fondamentale, data anche la bassissima persistenza dei fosfori utilizzati nei monitor a titolo di esempio, un normale televisore implementa fosfori a media persistenza, ed il suo refresh è 50 Hz. Una frequenza di refresh pari a 70 Hz è da considerarsi minima per un utilizzo ergonomico del monitor.

La tecnologia CRT è oggi al vertice, con soluzioni tecniche all'avanguardia e caratteristiche che solo tre o quattro anni fa sarebbero state considerate ultra professionali e sicuramente fuori della portata economica dei più. Questo, dunque, è il momento ideale per aggiornare il proprio monitor, magari con un bel 17 o 19 pollici.

Ma come sceglierlo? In base a quale caratteristica decidere se il monitor è "tagliato" per noi o meno? Partiamo dalla diagonale dello schermo: è importante sapere che solo per i monitor LCD a pannello piatto la diagonale visiva reale è pari a quella dichiara-. Per i CRT, la diagonale dichiarata è la diagonale del cinescopio misurata da un angolo all'altro della superficie anteriore dell'ampolla di vetro e non corrisponde all'area visiva realmente utilizzabile, sia perché non rivestita dai fosfori, sia perché coperta dalla cornice MCmicrocomputer n.

La tastiera MultimediaJe Interfree è anche in vendita nei punti vendita Computer Discount e Compy e nei migliori negozi di informatica. Per conoscere quello più vicino: Numero Verde Vediamo anche altre caratteristiche che possono essere utili nella scelta del proprio monitor:. Essendo la diagonale reale anche molto diversa dalla diagonale dichiarata, è bene accertarsi della effettiva misura di quest'ultima prima di prendere una decisione.

La certificazione con i vari standard MPR, TCO, eccetera, sono rappresentativi della qualità ed ergonomia del monitor; è sempre meglio considerare, a parità di caratteristiche tecniche, di spendere qualche lira in più per un monitor certificato.

Molti monitor offrono del valore aggiunto, come la possibilità di comunicare via seriale o USB le regolazioni geometriche con un software apposito, o la presenza di un "occhio elettronico" per la regolazione automatica dei valori di luminosità e contrasto in base alla lumi-. Attualmente, i cinescopi a colori della maggior parte dei monitor CRT sono costruiti con la tecnologia FST, che consente di ottenere un raggio di curvatura più ampio che corrisponde ad una superficie anteriore del cinescopio maggiormente piatta.

Questa tecnologia permette anche di aumentare la superficie utile del monitor quindi più vicina a quella dichiarata e di ottenere angoli pressoché rettangolari.

E' comunque una tecnologia generalmente più costosa, in quanto riducendo la lunghezza complessiva del cinescopio e contemporaneamente aumentan-. In questo caso, la tecnologia a microprocessore riesce a compensare il difetto variando la sezione e il fuoco dei fasci in modo continuo dynamic focusing.

Questa interfaccia consentirà il collegamento di questi monitor ad un acceleratore grafico totalmente digitale, privo cioè del RAMDAC. E' potenzialmente possibile un netto miglioramento della qualità dell'immagine visualizzata, in quanto il pilotaggio del monitor è effettuato attraverso un canale interamente digitale e la necessaria conversione in analogico per pilotare il cinescopio CRT sarebbe effettuata da un apposito circuito calibrato dotato di RAMDAC internamente allo stesso monitor.

Attualmente, la quantità di monitor dotati di questa tecnologia si contano sulle dita di una mano e non sono nemmeno ancora tutti disponibili in Ita-. Aspect Ratio Si tratta del rapporto tra altezza e larghezza dello schermo; la maggior parte dei monitor per uso informatico adotta un rapporto di Recentemente ha cominciato ad affermarsi anche il formato WideScreen di per i display da Pc.

Autoscan Una caratteristica dei monitor multiscansione, nella quale il monitor si sincronizza automaticamente sulle frequenze verticali ed orizzontali comunicate dall'interfaccia grafica. Catodo La sorgente degli elettroni in un monitor CRT. CRT Tubo a raggi catodici: è la definizione corretta dell'elemento principale componente un televisore o un monitor con cinescopio a vuoto, nel quale l'immagine è creata da un fascio di elettroni che, colpendo una superficie rivestita da una sostanza fosforescente, produce immagini.

Tramite questo protocollo, l'interfaccia grafica e il monitor comunicano per stabilire le migliori impostazioni di risoluzione e frequenza di refresh. Degauss Operazione effettuata dal monitor automaticamente ogni volta che lo si accende; talvolta è anche presente un apposito controllo per poterlo effettuare manualmente.

Sono come i soprammobili: magari belli a vedersi, ma assolutamente inutili! Lei si lagna del disinteresse di lui, mentre si interessa al single Alessandro, anzi ad ogni atomo del single Alessandro! Serena accusa il fidanzato di essere un tirchio che fa il mantenuto, lui, dal canto suo, le rinfaccia di sbattergli in faccia le porte del Paradiso per aprirle a qualcun altro! E veniamo alla sorpresona della serata, qualcosa di inatteso come una nevicata a Ferragosto!

Sembrava dunque scontato che, quando Chiara aveva rivelato ad Alessia di aver preso una decisione, si riferisse alla volontà di scaricare il fidanzatino e invece Altri Sport. Football Americano.


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  • By Ricci