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Normativa scarico fumi cucina ristorante


  1. Lo scarico dei vapori di cottura: condotti, materiali e aerazione
  2. Cosa dicono di noi i nostri clienti:
  3. Canna fumaria in ristorante: dalla progettazione all’installazione

La cottura dei cibi determina, ovviamente, l'emissione di fumi e vapori nonché la La normativa in merito prescrive che i vapori derivanti dalla. Però c'è un però: la normativa italiana è piuttosto farraginosa, piena di regole, L'importante è che la canna fumaria del tuo locale scarichi i fumi oltre il tetto Classe , sposato con una figlia, da sempre appassionato di cucina e. Normativa scarico normativa fumi cucina ristorante fumi. Quando si installa un impianto di riscaldamento stufa, caldaia, camino a pellet o Le canne fumarie. Le normative tecniche UNI /08 – UNI di recente emissione camini e dei condotti per lo SCARICO DEI VAPORI DELLE CAPPE CUCINA delle quote di sbocco e l'evacuazione dei fumi e dei vapori sopra il tetto.

Nome: normativa scarico fumi cucina ristorante
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Licenza: Solo per uso personale
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Al contrario, specie nelle grandi cucine, la realizzazione di un impianto che garantisca un ambiente di lavoro salubre, eviti la diffusione degli odori nella sala di somministrazione ed evacui le fumane senza disturbare il vicinato costituisce un aspetto impiantistico problematico. Per quanto sopra appare chiaro che un impianto di ventilazione di una cucina professionale dovrebbe essere accuratamente progettato. Salvo casi particolari, è opportuno che la cappa sia installata ad una altezza da terra compresa tra 1,9 m e 2 m.

Pertanto i filtri possono avere una sezione ridotta rispetto alla superficie di captazione al massimo di un fattore 4. Altri tipo di filtro, come indicato successivamente richiedono velocità di attraversamento inferiori.

Regole di dimensionamento delle canalizzazioni Le canalizzazioni dovrebbero essere realizzate in materiali non porosi al fine di minimizzare le perdite di carico e lo sporcamento.

Tuttavia, è da considerare che secondo la prassi amministrativa quando si ha a che fare con situazioni precedentemente legittimate , seppure difformi dalla normativa attualmente in vigore - e soprattutto quando la normativa è quella locale -, è da sempre ritenuto legittimo utilizzare il vano cucina nello stato in cui è, quindi anche eventualmente privo della canna fumaria esterna: dunque in questi casi specific il problema nasce nel momento in cui si vuole trasformare l'immobile portandolo ad una conformazione diversa da quella originaria, ammesso che questa sia legittima.

Sempre riguardo la collocazione temporale dell'obbligo, si è visto che questo è stato introdotto nel ; tuttavia in epoca precedente esistevano comunque specifiche indicazioni relativamente alla presenza della canna fumaria per le cucine, ed è per questo che negli edifici realizzati prima degli anni '50 spesso le canne fumarie sono presenti.

Nel caso sia possibile realizzare i fori di esalazione in facciata, anche se non sarebbe necessario, è bene a mio parere rispettare comunque le distanze minime di rispetto imposte dalla UNI , non per altro perché è l'unico riferimento specifico che abbia una diretta attinenza in realtà sono presenti altre norme UNI che normano in generale le componenti di un sistema di scarico fumi, come la , ma che non danno indicazioni sulla posizione del foro di uscita come invece fa la Riguardo al citato obbligo di non installare condotti da fumo su facciate prospettanti su suolo pubblico, va detto che probabilmente si riferisce a norme di ornato non più considerate sono le norme che impongono anche che le facciate su suolo pubblico devono essere decorate nelle nuove costruzioni Due parole in più conviene spenderle ancora per il vincolo UNESCO che ricopre tutto il centro storico di Roma all'interno delle mura Aureliane: qui vige l'obbligo di doversi rivolgere alla sovrintendenza statale per qualunque modifica che abbia rilevanza esterna.

In passato sono state emesse dalla stessa sovrintendenza delle circolari, di due soprintendenti diversi in tempi diversi, in cui veniva indicato che le canne fumarie sono sempre incompatibili con il vincolo UNESCO, dal che se ne deduce che non sono mai autorizzabili, anche all'interno di chiostrine già degradate o comunque non visibili da suolo pubblico.

Possono essere autorizzati i rifacimenti di canne fumarie preesistenti e legittime, ma la realizzazione di una nuova struttura è praticamente impossibile, salvo casi molto particolari.

Dunque anche nel caso in cui si possa legittimamente realizzare l'esalazione in facciata, è possibile che, se questa crea incomodo al vicino, questi possa ottenere il ripristino o la modifica del sistema di scarico.

Lo scarico dei vapori di cottura: condotti, materiali e aerazione

Tuttavia, è sempre opportuno tenere conto della sua funzione primaria per adottare alcuni accorgimenti funzionali nel momento della scelta. Sappi che le cappe aspiranti hanno una larghezza che varia tra i 60 e i cm, ma essa non deve mai essere inferiore al piano di cottura.

Quindi se sei indeciso tra una da 90 cm e una da 60, per esempio, dovrai regolarti sulla larghezza dei tuoi fornelli. In ogni caso, la distanza massima della cappa dai fornelli non deve superare i 90 cm.

Quindi, va bene il design, ma ricorda che esso non deve mai intaccare la funzionalità. La scelta è determinata dalla grandezza del piano cottura. Se usi spesso il piano cottura, allora ti conviene usare una cappa aspirante più grande.

Cosa dicono di noi i nostri clienti:

Il design è minimalista e geometrico e dona alla cappa un look high tech. Il colore nero contribuisce a donare eleganza e finezza.

È sia aspirante che filtrante. Hai bisogno di assistenza fuori garanzia con uno di questi modelli? Si trova sotto un pensile sopra al piano cottura.

Per i tradizionali: cappa da cucina classica! Se la tua cucina ha il piano cottura separato dal resto dei mobili, ti occorrerà una cappa a isola. A differenza della cappa da cucina a parete quella che va collocata sul muro in corrispondenza del piano cottura , ha una capacità di aspirazione molto più elevata e richiede un doppio impianto elettrico: uno a terra per il piano cottura e uno sul soffitto per la cappa.

Lo è anche per chi ne gestisce una che è già avviata. Come puoi immaginare, se il tuo locale non è già dotato di una canna fumaria, devi chiedere tutta una serie di autorizzazioni, permessi e pareri.

Canna fumaria in ristorante: dalla progettazione all’installazione

Per via delle numerose richieste e dei tempi di risposta dei vari enti coinvolti. La canna fumaria nel ristorante è un elemento che è sempre importantissimo, perché permette al tuo locale di eliminare i fumi e gli odori che, inevitabilmente, si sviluppano in cucina durante la cottura dei cibi. Le norme sono cioè tante e diverse, e la loro interpretazione non è sempre chiara.

Servi qualità ed estetica ai tuoi tavoli.


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  • By Ricci