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Registro carico scarico galline ovaiole


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  2. GALLINE OVAIOLE (D
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Di allevamento di animali, la tenuta del registro di carico e scarico sia ad esempio, delle pollastre in galline ovaiole o dei suinetti in suini. o dotarsi di un registro di carico e scarico (Allegato IV) sul quale, per ciascuna e allevamenti a ciclo continuo quali quelli di galline ovaiole. CONTROLLI ATTIVITÀ IPPC Valutazione potenzialità e presenze medie galline ovaiole. Estratto registro di carico/scarico capi avicoli. è presente il registro dei trattamenti è presente il registro di carico e scarico/la mortalità è regolarmente registrata è presente un piano di autocontrollo /GMP. 3.

Nome: registro carico scarico galline ovaiole
Formato: Fichier D’archive
Sistemi operativi: Android. iOS. MacOS. Windows XP/7/10.
Licenza: Solo per uso personale
Dimensione del file: 12.87 MB

Nel caso in cui il numero di capi allevati ecceda quelli previsti con il decreto del Di fatto non esiste una forma prestabilita di registro, limitandosi la Circolare richiamata a offrirne un fac simile. Di contra, comportano movimentazioni di scarico: cessioni; scarichi per fine ciclo e scarichi per passaggi di ciclo. Rimandando a un futuro intervento alcune esemplificazioni di movimentazione corretta del registro, in questa sede si precisa come ai fini della tenuta del registro per capi allevati si intende il numero di animali che hanno concluso il ciclo come determinato dal D.

Un tipico passaggio di ciclo è quello, ad esempio, delle pollastre in galline ovaiole o dei suinetti in suini. Come detto, discrimine è la tipologia di allevamento che viene esercitata in quanto, ad esempio, in caso di allevamento ai fini di ingrasso, i suinetti dovranno essere caricati quali suini. Le mortalità sopravvenute anteriormente alla fine del ciclo non rilevano, a condizione che le stesse vengano adeguatamente documentate.

Deve essere posta particolare attenzione al lavaggio delle gabbie. A tal fine deve essere predisposto un protocollo di sanificazione approvato dal Servizio veterinario e inserito nel manuale di autocontrollo del macello.

Il proprietario deve verificarne l'avvenuta pulizia e disinfezione documento. Il proprietario dell'allevamento deve verificare anche l'avvenuta disinfezione degli automezzi trasporto mangime il lavaggio e disinfezione deve essere effettuato presso il mangimificio e dovra' avvenire almeno con cadenza settimanale. La disinfezione deve essere attestata dal tagliando allegato ai documenti di accompagnamento.

Gestione degli allevamenti di tacchini da carne. Negli allevamenti di tacchini da carne di tipo intensivo e' consentito esclusivamente l'accasamento di tacchinotti di un giorno provenienti direttamente da un incubatoio.

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In deroga al precedente punto a. Lo spostamento dei tacchini tra i diversi capannoni e' limitato alle situazioni in cui e' strettamente necessario e deve essere effettuato con mezzi adeguati evitando il contatto diretto o indiretto con selvatici. In presenza di situazione epidemiologica a rischio, l'accasamento dei pulcini di un giorno dovra' avvenire per singolo capannone, inoltre l'accasamento a sessi misti dovra' prevedere la separazione degli animali all'interno dello stesso capannone in modo che, dopo il carico delle femmine, non sia necessario spostare i maschi.

Il carico dei tacchini al macello deve essere effettuato nell'arco di un tempo massimo di dieci giorni.

In deroga al precedente punto d. La deroga puo' essere concessa a seguito di verifica della scrupolosa applicazione dei requisiti strutturali e gestionali di biosicurezza e l'effettuazione di controlli virologici e sierologici, che prevedano almeno il prelievo trascorsi quattordici giorni dal carico delle femmine, e dieci giorni prima del carico dei maschi.

Disposizioni particolari per gli allevamenti di galline ovaiole per la produzione di uova da consumo. Nei centri di imballaggio annessi ad allevamento e' vietato: a. Completare il carico delle uova su automezzi provenienti da altri allevamenti; c. E' consentito il carico di uova su automezzi che trasportano materiali contenitori per uova e bancali a condizione che questi ultimi siano correttamente lavati e disinfettati; d.

In deroga ai precedenti punti a. Per l'imballaggio e il trasporto delle uova da consumo deve essere utilizzato esclusivamente materiale monouso o materiale lavabile e disinfettabile; f.

Nella sala uova deve essere presente un lavandino dotato di sapone e asciugamano. Pulizia e disinfezione del materiale non monouso utilizzato nei centri di imballaggio. Nei centri di imballaggio deve essere presente e regolarmente verificata una procedura di pulizia e disinfezione degli automezzi e dei materiali non monouso. Se i materiali vengono spediti ad altro stabilimento per la pulizia e disinfezione, quest'ultimo non deve essere annesso ad allevamento; inoltre deve essere presente e correttamente applicata una procedura per garantire la rintracciabilita' tali movimentazioni.

Pulizie e disinfezioni. Alla fine di ogni ciclo produttivo e prima dell'inizio del successivo, i locali e le attrezzature devono essere accuratamente sottoposti a pulizia e disinfezione, da eseguire secondo un protocollo scritto che deve essere disponibile per le verifiche da parte dell'AC. Le attrezzature impiegate durante il ciclo produttivo per attivita' anche al di fuori dei capannoni es: trasporto tacchini tra un capannone e l'altro, fresatrici, muletti, etc. La procedura deve inoltre garantire che le attrezzature, una volta pulite e disinfettate, vengano correttamente gestiste e stoccate in modo da evitare la successiva contaminazione.

Non e' obbligatorio pulire i silos nei quali e' presente ancora del mangime alla fine del ciclo produttivo.

In tutti gli altri allevamenti la pulizia e disinfezione dei silos deve essere effettuata almeno una volta l'anno. Negli allevamenti di svezzamento la pulizia dei capannoni deve essere effettuata almeno una volta l'anno. Vuoto biologico e vuoto sanitario. Per vuoto biologico si intende il periodo di tempo che trascorre dal momento del completamento del carico degli animali al momento del successivo accasamento.

Per vuoto sanitario si intende il periodo di tempo che trascorre dal momento del completamento delle operazioni di pulizia e disinfezione al momento del successivo accasamento.

Il vuoto biologico minimo per allevamento e' il seguente: I. Il vuoto biologico minimo per capannone da rispettare delle altre aziende di allevamento e' il seguente: I. Vuoto sanitario: dopo le operazioni di pulizia e disinfezione, prima dell'inizio del nuovo ciclo, e' obbligatorio effettuare un vuoto sanitario di almeno tre giorni dell'intero allevamento, o del capannone come previsto nei precedenti punti. Nel caso in cui nella medesima azienda con l'esclusione degli svezzatori siano allevate specie avicole per le quali e' previsto il vuoto biologico per allevamento e altre per le quali e' previsto il vuoto biologico per unita' produttiva, deve essere garantito il vuoto biologico per allevamento.

Eventuali deroghe possono essere valutate nelle aree non a rischio e solo nel caso trattasi di allevamenti di piccole dimensioni, che non effettuano vendita di animali vivi a terzi e conferiscono esclusivamente al proprio macello aziendale macellazione sino a Animali morti. Per lo stoccaggio degli animali morti devono essere installate idonee celle di congelamento collocate all'esterno del perimetro dell'area di allevamento, assicurando che il ritiro sia effettuato da Ditte regolarmente autorizzate.

Le celle possono essere collocate anche all'interno degli impianti a condizione che l'operazione di carico avvenga all'esterno dell'allevamento. La capienza delle celle deve essere proporzionale alle capacita' produttive dell'allevamento e delle specie avicole allevate. Al termine di ogni ciclo di allevamento, o anche piu' volte nel corso del ciclo produttivo nel caso di celle collocate all'esterno dell'allevamento, gli animali morti devono essere inviati a stabilimenti autorizzati ai sensi della vigente normativa.

In deroga a quanto previsto nel precedente punto 1, e' consentito il carico delle carcasse anche durante il ciclo di allevamento nel caso di: I. Gestione della lettiera e della pollina.

Trasporto Gli automezzi che accedono in allevamento per il ritiro della pollina, qualora questo non avvenga a fine ciclo senza presenza di animali, ma a cadenza ravvicinata es. Dopo ogni scarico e comunque prima di accedere all'allevamento, devono essere sottoposti ad accurata pulizia e disinfezione, che deve avvenire presso un idoneo impianto.

Un documento che attesti tale operazione deve essere lasciato a disposizione dell'allevatore; b.

GALLINE OVAIOLE (D

L'automezzo deve essere attrezzato in modo da non disperdere materiale nel tragitto; inoltre il materiale deve essere adeguatamente coperto; c. Gli allevatori devono accertarsi che nella giornata l'automezzo non sia precedentemente entrato in un altro allevamento a meno che il proprio allevamento non risulti vuoto; II. Per evitare spiacevoli intrusioni come i ratti, non devi porre mai cibo in eccesso.

In commercio esistono mangimi già pronti, ma puoi tranquillamente replicarli manualmente. Molto importante è la presenza del granturco, uno degli alimenti principali, nella miscela. Attento alle farine, le galline sono abituate a beccare cibo eterogeneo. Molto importante inoltre la presenza di avena, semi di girasole e frumento. Periodicamente, potete dare alla galline avanzi di cibo come verdure non cotte e pane raffermo.

Le galline vengono tenute in allevamento per un anno, termine oltre il quale verranno vendute al cliente interessato. Le galline infatti, per deporre il maggior numero di uova, necessitano di circa 14 ore di luce giornaliere. In questo video, vediamo un esempio di pollaio artigianale.

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Le galline sono animali sociali, e pertanto la presenza di un gallo nel pollaio aumenta la produzione di uova. Coltivare ortaggi, frutta e cerali è inoltre utile per ridurre i costi dei mangimi che influiscono per la maggiore sul costo finale.

Questa legge è riferita ai piccoli animali da cortile. Ho racchiuso tutte le informazioni necessarie per avviare un business agricolo nel mio ebook che trovi cliccando sul link sottostante. Azienda agricola 2.

Per quanto riguarda la commercializzazione delle uova, possono essere vendute direttamente in azienda, oppure ai mercati di zona, ai ristoratori oppure presso negozi locali a filiera corta.

Questo lavoro, inutile nasconderlo, regala immense soddisfazioni umane. La vendita diretta di uova deve essere notificata al comune competente.

Oltre alle comunicazioni, devi rispettare la normativa sulla tracciabilità. Ovviamente un allevamento di questo tipo non ha che da guadagnarci sulla certificazione.

Come avrai notato, ogni uova è catalogata secondo un codice ben specifico. La prima distinzione è tra la categoria A, cioè uova fresche destinate al consumo umano, quella B, diretta alle aziende di trasformazione. Una strategia semplice per avere successo imprenditoriale è contattare associazioni di categoria e altri piccoli imprenditori per supportarsi a vicenda. Grazie alla collaborazione, è possibile organizzare eventi importanti che promuovano la produzione agricola locale.

Il popolo italiano è ancora molto ricettivo. Importante inoltre è il messaggio aziendale e il logo che deve essere chiaro e immediato.


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  • By Ricci