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  1. Angelo Branduardi
  2. Confessioni di un malandrino
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Angelo Branduardi Top Tracks: La pulce d'acqua, Alla Fiera Dell'Est, Cogli la prima mela, Ballo In Fa Diesis Minore, La luna, Confessioni di un malandrino. Scopri Confessioni di un malandrino di Angelo Branduardi su Amazon Music. Ascolta senza pubblicità oppure acquista CD e MP3 adesso su rajaqq.club Angelo Branduardi Confessioni di un malandrino mp3 scaricare (download) gratuito. Fare clic sull'icona MP3 e avviare il download. I nostri. Confessioni di un malandrino Il meglio di Angelo Branduardi - Angelo Branduardi Lyrics Download Mp3 album | Zortam Music.

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Angelo Branduardi Add to Favorite Angelo Branduardi born February 12, , is an Italian folk singer and composer who scored relevant success in Italy and European countries such as France and Germany. Branduardi was born in Cuggiono, a small town in the province of Milan, but early moved with the family to Genoa. He was educated as a classical violinist in the local school of music. At the age of 18 he composed the music for the Confessioni di un malandrino Hooligan's Confession by Sergei Yesenin, still one of his finest songs.

He is married to Luisa Zappa, who wrote the lyrics for many of his songs. Luisa and Angelo have two daughters, Sarah and Maddalena, both musicians.

Mi sto prendendo la briga di trascriverne alcune sue canzoni, cominciando da quelle che mi paiono piu' facile da interpretare. Via via che diventero' provetto col software e su come si trascrive mi cimentero' anche con "La leggenda del mare d'argento", visto che tento d'includere tutti o quasi tutti gli strumenti.

Omaggio a un collega ingegnere e diletto personale. Indice, medio e anulare toccano le altre corde. Ho aggiunto una semplicissima parte di organo elettronico nell'originale forse un Hammond? Come sassi, noi siamo come sassi inerti e inamovibili, anche se il nostro orgoglio ci finge sciolti e liberi padroni di noi.

Amore dove sei? A che serve il pensiero di cui tanto vado fiero se non ti puo' raggiungere dovunque tu sia, se non ti puo' legare all'anima mia.

Muto, sordo, avvinto a un ricordo che non si ricompone per ridonarmi te, ti chiamo e t'invoco e non posso riaverti con me. Vorrei poter tornare un nulla nel tempo dei tempi, un atomo solo tra gli atomi di quella energia cui tutto tende vita dell'anima mia! Uno si potrebbe domandare se la stessa amata si reincarnasse, vantaggiosamente, anche lei, in tempo sincronizzato, oppure se l'amata fosse ogni volta un'altra diversa.

Non lo sapremo mai, per quanto uno, per mostrare buone maniere, dovrebbe rispondere che sí, che il cantante rimase fedele per tutti questi secoli. Il testo di Metempsicosi che segue viene dall'mp3 comprato su amazon. Metempsicosi, di Giorgio Laneve Quando ero scoglio e tu onda t'amavo già, t'amavo già anche se a poco a poco, per il tuo gioco mi sgretolavo a ogni assalto, morivo in te, morivo in te per te. Per facilitarmi la vita ho alzato l'mp3 di mezzo tono e l'ho trascritto in Do.

Non c'è molto da dire, un altro testo ben construito, letterario; una chitarra basta, perquanto abbia riportato anche il flauto. Non ho compagni né un focolare, né un vero letto dove sognare son vagabondo ad ogni sosta colgo un amore che non mi lascia traccia nel cuore; ho per confine il mondo sono un vagabondo.

Ho nella zaino la gioia e il pianto, quella disperdo, questa mi resta son vagabono. Ricco di niente mi basta un canto perché il dolore sembri una festa. Che cosa cerco? Forse innocenza, forse potere, oro esperienza?

Tutto mi attira nulla mi appaga patria e rifugio per me è la strada. Ho per confine il mondo sono un vagabondo. Finché una sera, forse ben presto, fisso a una stella, troppo lontana son vagabondo cadro riverso dopo aver chiesto l'ultimo sorso a una fontana. Ho per confine il mondo, sono un vagabondo.

E a me, vagabondo, cui fu piccolo il mondo solo un pugno di terra il Signore darà per vagabondare per l'eternità Sono un vagabondo Francesco De Gregori Amo Francesco De Gregori da lunghissimo tempo; non sono molto aggiornato con le sue composizioni, ma diverse le ho tenuto nel cuore e le ascolto spesso. When a friend of mine, very fan of Branduardi purchased it, he was very excited and he immediately put on the first of the three albums.

Angelo Branduardi

I should have been present at one of the gigs when it was recorded. I hitch-hicked all the day from Tuscany to Rome to be in Villa Pamphili on time, but when I arrived the concert was canceled for heavy rain and I had to find a way to get back home When later that friends put the disc on, I didn't like it.

The instrumental intros to almost all the songs appeared just "tied on" to make them sound a bit more rock or pop. I gave up listening to it at all and I went back on it only years later when I rediscovered some interest in Branduardi. It happened after meeting him in an airport. About 30 years were passed since the last time I saw him in a concert, and his expression was still the same.

There should be something "true" in that man A hint: the songs on this albums are sometimes different from the studio original versions.

For comments specific to the tracks I remind you to the reviews of the studio albums. The songs have been recorded during the whole tour, anyway, so that some are translated into English. The intro to "L'uomo e la Nuvola" is long and very different from the song. This is what I mean for "tied on". It takes to minutes before it becomes barely recognizable. Not that it's bad, surely it's more prog than folk and I think I've been to harsh actually. It's tied on but not so disconnected.

A three minutes song here is about 12 minutes long 9 of intro. This is one of the reasons why this album is so long. Unfortunately Angelo was entering in the 80s when he attempted some failing experiments with country-blues, guesting Jorma Kaukkonen on one of his worst albums.

This is how a song shouldn't be massacred.

The people claps at the first notes and the arrangement includes some Bouzuki. Only the pan flute preserves the original ambient. Now the classic: "Alla Fiera Dell'Est".

Confessioni di un malandrino

The most famous Branduardi's song, the one which made of him a pop star has some added instrumental parts. Those interludes are poorer than the original violin solo, or maybe I loved so much the orginal violin solo that I can't stand with this version.

After the claps comes a tarantella played by traditional instruments, then a repetitive violin starts an instrumental crescendo Maybe on stage it worked well but I really prefer the studio version. I remember him playing a long violin solo a couple of year before, really better than this. This version is probably better than the studio one.

What comes after is Branduardi's masterpiece. As usual, he plays classical guitar and vocals alone with a second guitar in the back.

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The lyrics are a poetry of the Russian poet Esenin. The one he wrote as farewell with his own blood before committing suicide. It's singular that after some Italian songs translated into English we have a traditional British translated into Italian.


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  • By Ricci